Coronavirus, i consigli della psicologa su come spiegarlo ai bambini e come affrontarlo stando a casa.

Coronavirus, i consigli della psicologa su come spiegarlo ai bambini e come affrontarlo stando a casa.

Ecco una fotografia realistica di quanto ci sta accadendo e qualche consiglio per le famiglie. Riportiamo l’ intervista di Alice Facchini a Giuliana Guadagnini.

In certe case la situazione è drammatica: gli adolescenti sono sempre più insofferenti e nervosi, a causa della convivenza forzata, e non ascoltano più i genitori. Non trovando il modo di sfogarsi, finiscono per chiudersi in camera e stare al computer o allo smartphone tutto il tempo: aumenta così la dipendenza tecnologica”. Si dice preoccupata la psicologa Giuliana Guadagnini, docente di Psicopatologia della realtà virtuale allo Iusve, che da quando le scuole hanno chiuso sta gestendo a Verona il punto di ascolto per ragazzi e genitori istituito dall’Ufficio scolastico territoriale.

“Le domande che ci arrivano attraverso lo sportello online sono delle più disparate – racconta Guadagnini –. Si va dai genitori preoccupati perché i figli adolescenti continuano ad andare a casa degli amici, ai ragazzi allarmati perché con l’ansia gli viene la nausea e si chiedono se questo sia un sintomo del coronavirus. In generale, sta crescendo la dipendenza da internet: molti adolescenti si sentono soli e cercano in rete una compagnia. E i genitori li scusano, pensando che il figlio o esce o sta al cellulare, e allora tra le due è meglio la seconda. Il risultato è che i ragazzi non hanno più orari né regole: c’è chi mangia davanti al computer, chi sta connesso tutta la notte e poi dorme fino a tardi la mattina… Pensano di essere in uno spazio-tempo diverso, come se questa non fosse la vera realtà. Quando si tornerà alla normalità, però, questi comportamenti avranno grosse conseguenze”

Con le lezioni online, poi, i ragazzi hanno bisogno di restare connessi anche per studiare, fare i compiti e controllare le chat di classe. E questo dà loro una scusa pronta quando mamma e papà minacciano di sequestrare l’apparecchio tecnologico. Passando l’intera giornata attaccati a internet, così, gli adolescenti presentano diversi comportamenti disfunzionali: c’è chi fa acquisti in modo compulsivo pur di passare il tempo, chi sta ore e ore a giocare ai videogiochi e chi cerca qualcuno con cui chattare sui siti di incontri.

Molti ragazzi passano le giornate davanti a videogame come Fortnite, Call of Duty e Minecraft: si tratta di giochi molto competitivi e in alcuni casi anche violenti. Mentre giocano, i ragazzi chattano con gli altri giocatori: i genitori non sanno chi c’è dall’altra parte e non si rendono conto dei rischi. Stesso discorso vale per le chat sui siti di incontri: non essendoci la possibilità di instaurare rapporti reali, sono aumentate le relazioni virtuali. È molto diffuso il sexting, l’invio di video o foto nudi o seminudi, anche tra i ragazzini delle medie. Alcuni pianificano di scappare di casa per incontrarsi personalmente, ma per fortuna questo accade raramente. Tutto questo è espressione di un forte disagio: tra gli adolescenti stiamo assistendo a un aumento dell’autolesionismo, dei disturbi alimentari e dei disturbi del sonno”.

Il problema, secondo la psicologa, è anche la mancanza di notizie ufficiali che abbiano come target specifico i ragazzi, che finiscono così per informarsi principalmente attraverso i social network, con il rischio di incappare nelle frequenti fake news. “Sui social si trovano notizie di ogni tipo: molte sminuiscono il rischio di contagio, diffondendo la falsa credenza che i giovanissimi non si possano ammalare. I ragazzi pensano così di essere immuni e si mettono in pericolo. Viceversa, in altri casi circolano allarmi esagerati, che creano il panico. Quello che manca è una fonte affidabile, verificata, che parli però il linguaggio degli adolescenti e che riesca a intercettare quel target”.

Infine, qualche consiglio per le famiglie: “La cosa fondamentale è ascoltarsi e aprire un dialogo che non sia giudicante. E poi fare attività tutti insieme, provando a intercettare gli interessi dei ragazzi: gli adulti devono cercare di mettersi in gioco e sperimentarsi in sfide di cucina, karaoke o videolezioni per fare attività motoria tutti insieme. Infine, manteniamo salde alcune regole: non svegliarsi tardi, mangiare tutti insieme attorno al tavolo e non fare acquisti che non siano necessari”.

Come spiegare il Coronavirus ai bambini

Noi adulti pensiamo spesso che la paura sia sbagliata invece è una reazione normale, primitiva e comportamentale sana. Per spiegare ai bambini situazioni come questa del Coronavirus basta pensare al loro mondo,  un mondo immaginario fatto di fumetti, cartoni e giochi simbolici è popolato anche di personaggi che muoiono, sarà più facile per noi adulti parlare di situazioni di malattia e anche di morte, riferendoci alle lotte tra nemici e alle uccisioni dei mostri, alle favole e a quello che accade. Parlando il linguaggio del bambino e guardando la realtà con gli occhi della fantasia, riusciremo a far partecipare i bambini alla situazione reale, lasciandoli liberi di esprimere le loro emozioni e consentendo loro di prepararsi con i loro tempi a comprendere ciò che stiamo vivendo.

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