Un protocollo, come strumento per contrastare il fenomeno delle baby gang

Il fenomeno delle baby gang è sicuramente un aspetto sociale che caratterizza non solo la realtà veronese, ma anche quelle delle grandi città. Proprio per questo diviene necessario conoscere e capire come affrontare questa allarmante situazione sociale trovando al contempo strumenti efficaci ed efficienti.

Sono questi i principali elementi di confronto che hanno aperto il Convegno regionale “Baby gang” organizzato dal sindacato UILFPL al quale ho partecipato. Durante i lavori è emersa la necessità di creare un protocollo condiviso, in sinergia con le forze dell’ordine, ed in modo particolare della polizia locale, quale organo in grado di conoscere meglio il territorio e le criticità che questo nasconde, al fine di evitare e prevenire violenze e aggregazioni moleste.

L’obbiettivo comune è quello di attivare al più presto un codice rosso, che garantisca un intervento immediato su più fronti laddove le vittime effettuino una segnalazione, adottando soluzioni simili a quelle che sono state messe in campo per la violenza di genere.

La sfida che è emerse durante il convegno è quella di “dare in concreto interessi e percezione del futuro a tutti gli adolescenti, proponendo attività e centri di aggregazione“ che consentano a tutti i nostri ragazzi di sentirsi parte attiva della nostra società. Solo così sarà possibile porre un freno ad un fenomeno che vede coinvolti sempre più giovani con atteggiamenti aggressivi e violenti.

Di seguito il mio contributo nella testa giornalistica L’Arena.

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